La movida: una risorsa per la città

Un patto tra giovani, locali e residenti

Milano è una città molto viva anche di notte, lo dicono i fatti.
Nonostante la crisi il numero delle attività è in costante aumento e fa di Milano una delle prime città europee per numero di locali notturni. Questo settore non ha solo un ruolo sociale evidente, ma pure grande rilevanza economica ed occupazionale.
La differenza con le altre città europee è il totale disinteresse che dimostra chi governa Milano verso questo settore.
Quando si parla di “movida” infatti viene spontaneo pensare solo ai problemi connessi ed in particolare i disagi che causa ai residenti dei quartieri coinvolti.
Questo è un tema vero, che riguarda chi vuole governare la città, così come gli operatori dei locali e i ragazzi che li frequentano.
Chi si trova a gestire un’attività deve mettere in campo tutte le opportunità offerte per ridurre il rumore e i disagi di chi vive vicino al suo locale.
Però l’approccio tenuto dalla Moratti in questi anni non è stato di mediazione, ma di assalto frontale contro la movida, con il risultato di mettere in ginocchio diverse attività economiche, con conseguente perdita di posti di lavoro, senza per altro dare una risposta concreta alle esigenze di silenzio e minor degrado che vengono dai residenti.
In questi anni ho cercato di portare a Palazzo Marino un approccio pragmatico, schierandomi decisamente contro il coprifuoco, le transenne e le cancellate nei luoghi di ritrovo, presentando proposte per migliorare la vivibilità delle zone della movida e per organizzarla in futuro in quartieri meno problematici.

PROPOSTE CONCRETE PER UNA MOVIDA CIVILE
Ho proposto l’obbligo di vendita in bicchieri di plastica per le bevande da consumarsi fuori dai locali, l’installazione di un numero maggiore di bagni pubblici nelle zone della movida (a dire il vero aveva promesso di farlo anche la Moratti) ed aumentare il numero dei cestini.
Di fronte al fenomeno dei bottellon (ritrovi autorganizzati dai ragazzi che si portano da bere dandosi appuntamento in un luogo), invece di mandare la camionette di polizia come ha fatto De Corato ho suggerito di cercare un’area, raggiungibile coi mezzi, dove questi appuntamenti arrecassero meno disagi, ma consentissero ai giovani di ritrovarsi senza dover spendere 7 euro a cocktail.
La rete di trasporto notturno che ho fatto approvare, se realizzata può ridurre il problema del traffico e dei parcheggi nelle zone della movida, così come il Taxi Rosa (sconto per le donne di notte) può aumentare la sicurezza delle ragazze che tornano a casa. Se il servizio di bike arin verrà esteso tutta la notte si avrà un’altra opportunità di muoversi.
Milano sta avviandosi alla riqualificazione degli scali ferroviari. E’ necessario che una di queste aree venga pensata per ospitare locali notturni, in modo da guidare lo sviluppo futuro in una forma meno conflittuale con i residenti.
Questo aspetto riguarda anche le discoteche e i locali di musica dal vivo che in città sono diminuiti con il risultato di obbligare un maggior numero di ragazzi a prendere la macchina per andare in locali della provincia o del resto della Regione. Situazione che provoca un aumento dei rischi di incidenti notturni.
Perché tutto questo accada serve che il Comune si metta alla testa di un patto per la movida che porti al rispetto reciproco tra i ragazzi, gli esercenti e i residenti dei quartieri coinvolti.

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