La cultura non ha le ore contate
Oltre alla Biblioteca Sormani, il Comune di Milano dispone di 24 biblioteche rionali, distribuite nelle 9 zone della città.
Le biblioteche offrono un presidio civico di cultura: libri e riviste, ma anche musica (quella in corso di Porta Vigentina ha tantissimi dischi jazz!), fumetti (ad Affori) e materiale multiculturale (in Bovisa ci sono quasi 700 titoli in cinese donati da una libreria di Shangai).
Sono spesso gli unici luoghi dove i 45mila studenti universitari fuori sede (e ovviamente non solo loro) possono studiare con tranquillità, visto che la maggior parte di essi si trova a condividere l’alloggio.
Uno dei problemi maggiori, dovuto alla carenza di organico conseguenza dei tagli attuati dal Comune, è quello degli orari di apertura. La maggior parte delle biblioteche si arrangia come può e tiene aperto il più possibile. Il risultato è un servizio “a macchia di leopardo”.
Molte biblioteche non riescono ad offrire l’orario continuato 9-19 per tutta la settimana, ma solo a giorni alterni. Pochissime (solo 5) rimangono aperte fino alle 22. A nessuna si può accedere di domenica, quando sono chiuse anche le biblioteche universitarie e gli studenti avrebbero maggiore necessità di trovare un luogo tranquillo dove studiare.
Nel 2007 ho proposto di estendere l’orario delle biblioteche rionali. La proposta è stata approvata, ma mai realizzata. Nel bilancio 2008 sono riuscito a ottenere il finanziamento per l’apertura serale delle biblioteche universitarie della Statale e del Politecnico: l’esperimento è durato solo 4 mesi per l’esiguità dei fondi messi a disposizione dalla Giunta.
Nel 2010 un mio emendamento al bilancio ha previsto il finanziamento, con piena copertura economica, dell’installazione di reti wi-fi nelle biblioteche che dovrebbe permettere agli utenti di collegarsi gratuitamente a internet. Stando alle informazioni date dagli uffici comunali, il servizio dovrebbe avere inizio a gennaio 2011.