Il piano del Governo del territorio

Il progetto per la città da 2 milioni di abitanti

In questi 5 anni uno dei temi su cui il confronto tra maggioranza e opposizione è stato più intenso è il Piano di Governo del Territorio, impegnando il Consiglio Comunale per sette mesi tra il 2009 e il 2010. Si tratta di un provvedimento necessario, dato che il precedente Piano Regolatore Generale risale al 1980.
Il PGT è un documento ampio e complesso, quindi difficilmente riassumibile. Tra i suoi elementi chiave ci sono la volontà densificatrice, per incrementare la popolazione senza ulteriore consumo di suolo, la sostanziale trasformazione del ruolo del Comune di Milano, con regole meno rigide sulle destinazioni d’uso, e la possibilità per gli operatori di elaborare progetti negoziando con l’Amministrazione Comunale.
È una logica che il Gruppo Consiliare del Partito Democratico e l’opposizione tutta non hanno condiviso e alla quale ci si è opposti con forza.
Riteniamo che nel PGT sia assente una visione della città, nelle sue dinamiche sociali e di lavoro. La popolazione dovrebbe arrivare a 1 milione 750mila abitanti nel 2030 senza che si sia sviluppato alcun ragionamento con l’hinterland, come se la città fosse un’isola e non parte di un’area metropolitana che si sviluppa senza soluzione di continuità.
Un Piano che prevede forti libertà per costruire, ma non si pone il problema dei tanti spazi sfitti o invenduti presenti in città: si pensi alle 80mila unità immobiliari inutilizzate.
Con logiche ambigue il PGT interviene anche sul Parco Sud, correndo il rischio, attraverso nuove costruzioni, di peggiorare uno dei polmoni verdi della città che andrebbe invece riqualificato e messo sempre più a disposizione di tutta la cittadinanza.

Gli emendamenti al PGT

L’opposizione ha votato contro il Piano del Governo del Territorio dopo sette mesi di confronto e anche di duro ostruzionismo nel quale si sono comunque ottenute significative modifiche. Al momento del voto, alle 4 del mattino del 15 luglio 2010, il Sindaco Moratti era ancora una volta assente.

Il PGT, dopo una fase di raccolta di osservazioni conclusasi nel novembre 2010, potrà essere adottato solo dopo un voto dell’aula ad inizio 2011.
Le modifiche principali ottenute dall’opposizione sono:
- l’obbligatorietà di una quota pari al 35% di housing sociale (abitazioni in edilizia sociale o a canone moderato) negli ambiti delle trasformazioni e delle riqualificazioni degli scali ferroviari;
- riduzione di 3 milioni di metri cubi della quantità di cemento ipotizzata nelle diverse trasformazioni urbanistiche;
- conseguente raddoppio del verde previsto nelle trasformazioni e negli scali ferroviari, da 1,5 a 3 milioni di metri quadri con la creazione allo Scalo Farini di un parco più grande del parco Sempione;
- spostamento di risorse pubbliche verso la trasformazione del passante ferroviario in una nuova linea metropolitana, la “Circle Line”;
- rafforzamento del principio del risparmio energetico nelle nuove costruzioni.

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