La mia passione politica nasce negli anni del liceo, il Volta, dove sono stato rappresentante degli studenti. Il rapporto quotidiano con i miei compagni e le istituzioni scolastiche, la partecipazione alle manifestazioni mi hanno formato e fatto capire che, se si agisce con convinzione e si è disponibili a mediare, si possano ottenere risultati importanti.
Qualche settimana prima della maturità, nel maggio 1999, mi sono candidato al Consiglio di Zona 3. La mia campagna elettorale costò 70.000 lire, che sono servite per mandare a casa degli amici di infanzia una lettera con cui raccontavo questa mia avventura. Sono diventato consigliere con 115 preferenze, l’unico under 20 eletto in un Consiglio di Zona dal ’99 ad oggi.
Sono stato in Consiglio di Zona 3 per due mandati, arrivando a ricoprire il ruolo di capogruppo dei DS, cercando di mettere sempre al centro della mia azione lo sviluppo e la difesa del territorio. Mi sono battuto per l’apertura delle nuove biblioteche in una zona che ne era totalmente priva (oggi ce ne sono due: a Porta Venezia e in via Valvassori Peroni) e contro speculazioni edilizie che avrebbero deturpato piazze dei nostri quartieri.
Gli anni in Consiglio di Zona sono stati molto importanti. Mi hanno insegnato che la carica ideale che da adolescente mi aveva spinto ad interessarmi alla politica doveva diventare capacità di azione concreta, al servizio dei cittadini. Fare politica ha un senso se le nostre idee diventano impegno tangibile.
Nel frattempo mi sono laureato in Scienze Politiche alla Statale con una tesi sull’Ucraina dall’indipendenza alla rivoluzione arancione e ho affiancato all’attività politica la professione di consulente aziendale.
Nel 2006, terminati i due mandati in Zona, ho deciso di candidarmi in Consiglio Comunale. Durante quella splendida campagna elettorale non mi sono mai sentito solo. Era da metà degli anni ’80 che il centrosinistra non eleggeva un consigliere della mia età: credo che ci siamo riusciti grazie all’entusiasmo e al sostegno di tanti miei coetanei, persone del quartiere e nuove conoscenze che hanno dato il massimo perché io fossi eletto.
1.480 preferenze mi hanno portato in Consiglio Comunale. Purtroppo la vittoria di Letizia Moratti ci ha relegato all’opposizione.
Appena dopo l’elezione mi sono impegnato per non disperdere le energie che si erano attivate in quei mesi. Ne è un esempio la nascita del circolo 02PD, con sede in via Eustachi 48.
In questi cinque anni mi sono posto al servizio della città, ho preso coscienza di persona delle situazioni di degrado e su queste ho impegnato il Consiglio Comunale, ho rappresentato, anche grazie all’impegno dei tanti attivisti del circolo 02PD, le aspettative dei quartieri di Porta Venezia e Città Studi e le istanze della mia generazione.
Nelle proposte che ho avanzato per l’Expo, per i mezzi di trasporto notturni, per l’estensione del bike sharing, per le regole della movida, i parcheggi, le biblioteche ho sempre cercato di coniugare l’obiettivo di rendere più efficiente e vivibile la nostra città con le possibilità offerte dal bilancio del Comune di Milano. Mi sono impegnato senza avere paura di confrontarmi e di promuovere soluzioni, quando possibile, anche insieme ai colleghi della maggioranza, perché Milano viene prima delle divisioni.
Il mio impegno non è rimasto circoscritto all’attività della amministrazione cittadina, ma è stato anche politico: ho vissuto il Partito Democratico come la casa dove realizzare questo modo di agire. Ho partecipato attivamente alla vita del Partito e del mio circolo, intervenendo alle riunioni e alle iniziative sul territorio, volantinando e organizzando incontri. Ho sempre pensato che il Partito Democratico debba rappresentare le dinamiche del territorio milanese nella sua complessità, senza chiudersi in se stesso: era stata questa la base per la mia candidatura, nel maggio 2010, a coordinatore cittadino dei circoli PD ed è questo l’approccio che il Gruppo Consiliare del Partito Democratico ha avuto in questi anni, dalla discussione sul Piano di Governo del Territorio alla gestione delle società comunali, fino all’housing sociale.