Il Caso MetroWeb

Come svendere una società pubblica

La vendita della società Metroweb rappresenta un pessimo esempio di gestione del patrimonio comunale.
La società, attiva dal 1997, è nata per mano di AEM con il compito di installare in città le reti di fibra ottica. Per questo, ricorderete, i marciapiedi di Milano sono stati per lunghi anni un cantiere continuo.
Da allora Metroweb ha scavato e installato 5.000km di cavi e ha iniziato a rientrare degli investimenti fatti.
Nel 2006, con un colpo di genio, su input del Sindaco Moratti AEM ha deciso di cedere il 76,5% della società ad un fondo di investimento inglese, Stirling Square Capital Partners. Nell’accordo Milano ha mantenuto per sé la possibilità di nominare il Presidente, attualmente Guido Manca, che non è un esperto di queste tecnologie ma un consigliere comunale del PDL.
Noi ci siamo opposti veementemente a quella vendita, le cui modalità erano tra l’altro poco chiare. Il costo dell’operazione fu di 32 milioni (26 li prestò AEM a Stirling!) più i 200 di debiti che aveva ancora Metroweb. La Moratti aveva motivato la vendita dicendo che “queste tecnologie sono superate e non più strategiche”. Peccato che Telecom non la pensasse così e solo sei mesi dopo la vendita ha sottoscritto con Metroweb un accordo quindicennale per utilizzare un pezzo della rete per 50 milioni di euro, più di quanto pagato in contanti per acquisire la società.
È notizia dell’autunno 2010 che Metroweb è di nuovo in vendita. Valore attuale di mercato delle azioni: 200 milioni più i 150 di debiti pregressi non estinti. Insomma un bell’affare cui il Comune ha rinunciato.

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