Mentre domani scenderanno in piazza i precari nella mobilitazione nazionale, crescono come funghi i manifesti elettorali di Letizia Moratti.
Tra i più improbabili annunci spicca appunto quello sul lavoro, sui “ 61.000 posti di lavoro “ l’anno in più in vista di Expo 2015.
La Moratti la spara grossa dichiarando che da qui a 4 anni la forza lavoro di Milano verrà incrementata di circa 224.000 .
Ma di quale lavoro stiamo parlando? Il conto è presto fatto. A Milano siamo poco più di un milione e trecentomila abitanti, numero al quale vanno naturalmente sottratti anziani e bambini per ottenere il totale della forza lavoro che ammonta a poco meno di 700.000 persone. Il tasso di disoccupazione, che tiene conto dell’area provinciale e quindi anche di buona parte dei pendolari, è poco sopra il 5%. Se avesse ragione la Moratti saremmo di fronte alla promessa di un incremento davvero consistente dell’occupazione.
Invece si sta parlando di lavoro precario, di stage non retribuiti, di giovani laureati illusi, che vedono allontanarsi le certezze di un’occupazione stabile e dignitosa.
Se i manifesti dicono posti di lavoro, gli studi su Expo parlano di occasioni di lavoro, la maggior parte di quei contratti riguarderanno infatti le stesse persone, per periodi di lavoro limitati.
La Moratti sfrutta cinicamente una piaga enorme della nostra città, come quella della disoccupazione giovanile, per farsi campagna elettorale per lo più illudendo cittadini bisognosi di un’occupazione.
Credo che la politica del lavoro intrapresa dal Sindaco, generi e consolidi l’abituarsi dei giovani ad una vita fatta di precarietà e disoccupazione, un Sindaco che in questi 5 anni si è addirittura rifiutato di ricevere le delegazioni delle aziende in crisi.
L’Expo dovrà essere al contrario occasione per la creazione di posti di lavoro stabili, per i cittadini milanesi.
È per questo che domani sarò in piazza alla manifestazione “Il nostro tempo è adesso”.
Cambiare si può, anche a Milano.
Milano può e deve offrire occasioni di crescita lavorativa affinché si consolidino le basi per un futuro all’altezza del suo nome e della sua storia di città improntata al lavoro.
Il Comune deve fare la sua parte, promuovendo retribuzioni dignitose per i contratti collegati ad Expo e offrendo opportunità di crescita ai tanti giovani che nella nostra città tentano di realizzarsi nel mercato del lavoro.
Nel 2010 sono cresciute del 19% le imprese under 30, la dimostrazione della voglia di fare dei giovani, ma è noto che queste fanno fatica a reggere l’impatto delle spese di avvio.
Per questo propongo di utilizzare gli spazi commerciali vuoti di proprietà comunale per progetti di co-working che permettano a queste imprese di avere postazioni di lavoro flessibili e costi di avvio più bassi. Al tempo stesso parte dei bandi comunali, legati in particolare alla creatività ed ai servizi, possono essere diretti alle nuove imprese in fase di start up. Nulla a che vedere con il bando, fatto dalla Moratti a gennaio per gli operatori della cultura e dello spettacolo, dove si dava ai vincitori la possibilità di esibirsi a loro spese!