07 giu 2011

Università e lavoro: nuovi dati a Milano

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Ho letto con attenzione i dati diffusi ieri dalla Camera di Commercio di Milano e pubblicati oggi da diversi quotidiani e l’impressione che ne ho tratto resta preoccupante.

Niente di nuovo sotto il Sole. Se da una parte le Università lombarde si confermano poli di attrazione per nuovi iscritti, grazie alla loro qualità, dall’altra parte la situazione occupazionale dei neolaureati continua tuttavia ad essere critica.

Sebbene il numero di neolaureati assunti aumenti dell’8,4% rispetto all’anno precedente, i contratti offerti infatti restano troppo precari. Meno del 10% degli studenti accede al mercato del lavoro con un contratto a tempo indeterminato, mentre tirocini, apprendistati e tempi determinati continuano ad aumentare senza prospettive di stabilizzazione. Uno dei dati che più lascia perplessi è la condizione di coloro che a distanza di tre anni dall’inizio del loro percorso lavorativo sono ancora impiegati attraverso stage: un fenomeno che riguarda almeno un quinto dei ragazzi lombardi e che ha ricadute evidenti sulla precarietà dei loro progetti di vita.

Il rapporto promosso dalla Camera di Commercio è molto più preciso rispetto ai titoli dei giornali di oggi: è vero, l’Università funziona e sembra esserci più lavoro, ma le forme di impiego continuano a rappresentare un rischio per la disaffezione dei giovani verso il mercato del lavoro, come giustamente ricorda la stessa Camera di Commercio, dichiarando che sul punto c’è ancora molto da fare.

Anche l’impegno che dobbiamo portare avanti a Milano dunque resta evidentemente quello di promuovere contratti di impiego che possano garantire a chi entra nel mercato del lavoro la possibilità di programmare il proprio futuro, senza la preoccupazione di restare senza lavoro da un giorno all’altro.

written by Pier Maran
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